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E' nato nel 2012,  il Sistema Museale di Macomer (SIMM)  al fine di costituire un circuito culturale unitario, affidato nella gestione alla Fondazione di Partecipazione Promotea, con sede a Macomer. Del Sistema Museale di Macomer fanno parte le Aree Archeologiche di Tamuli, Filigosa, Succuronis, Santa Barbara, il Museo Etnografico "Le Arti Antiche", il Centro Culturale Casa Attene.

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 Area Archeologica di Tamuli

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L’area archeologica di Tamuli, situata nella regione del Marghine, nella Sardegna centro settentrionale, è uno dei complessi nuragici più suggestivi dell’isola. Ne fanno parte tre tombe dei giganti, un nuraghe ed un villaggio, risalenti al Bronzo Medio e Recente (XVI-XIII sec. a. C.). Tra le tombe, quella più importante è la tomba I. In buone condizioni di conservazione, presenta un’ampia esedra, ancora intatta, al cui centro si trova l’ingresso alla camera funeraria, costituito da una lastra trapezoidale forata. Lungo il semicerchio dell’esedra è presente un sedile formato da 27 blocchi. Nell’area dell’esedra e intorno alla tomba sono visibili il chiusino e numerosi conci finemente lavorati e di varia forma, elementi che connotano la bellezza del monumento. Lungo la fiancata sinistra della tomba sono disposti sei betili di forma conica, tre maschili e tre femminili, conosciuti localmente col nome di pedras marmuradas. I tre di maggiori dimensioni, provvisti di due bozze a forma di mammelle, rappresentano l’elemento femminile; gli altri tre, completamente lisci, simboleggiano l’elemento fallico maschile. Le tombe dei giganti sono talvolta accompagnate da queste singolari pietre, accuratamente lavorate in forma ogivale, che hanno una chiara funzione sacrale: rappresentano infatti le divinità ritenute all’origine della vita e dunque capaci di riportare in vita dalla morte. Il nuraghe, situato a breve distanza su un affioramento roccioso, è di tipo complesso, composto da una torre centrale di forma circolare e da un bastione, che originariamente racchiudeva due torri. Nel vicino abitato sono ancora perfettamente integre sei capanne, con pianta ovale allungata e copertura formata da lastre piatte

L'area è aperta tutti i giorni, con orario continuato dalle 9.30 fino a 30 minuti prima dell'imbrunire

Per info: 347 9481337 o esedraescursioni@libero.it

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La Necropoli di Filigosa

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Il sito è situato alle pendici meridionali della omonima collina, dove sorge il nuraghe Ruiu, in prossimità dell'abitato di Macomer, nel Marghine, area della Sardegna centro-settentrionale. Questa importante necropoli ipogeica a domus de janas diede il nome ad una delle culture delle fasi iniziali dell'Eneolitico Sardo: la cultura di Filigosa. E' finora composta da 4 ipogei pluricellulari scavati nella roccia tufacea. Le sepolture,  tre delle quali scavate al piede dell'altura, la quarta ad un livello superiore,  presentano dei corridoi antistanti (dromos) che seguono l'inclinazione naturale della roccia.  nell'anticella presentano sulle pareti delle coppelle mentre sul pavimento in posizione centrale, è presente un focolare circolare e il letto funebre, questi ultimi realizzati a risparmio nell'escavazione delle domus. Tutti questi elementi sono da attribuire alle pratiche di culti in onore dei defunti che riflettono la convizione che la tomba fosse la loro dimora. La domus IV è l'unica che risulta essere stata riutilizzata per nuove deposizioni in epoca nuragica con l'aggiunta del prospetto archittettonico a filari di pietre.

L'area è aperta tutti i giorni,  dalle 9.30 alle 12,30

Per info: 347 9481337 o esedraescursioni@libero.it

Nuraghe Santa Barbara

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Il nuraghe sorge su di un breve pianoro a mezza costa del Monte Manai a 648 metri s.l.m. in posizione strategica per il controllo della via naturale che da Macomer porta all’altopiano di Campeda, in una zona comunque ricca di emergenze archeologiche. E’ un nuraghe di tipo complesso con torre centrale racchiusa da un bastione quadrilobato che include nella fronte un cortile a cielo aperto.  Il mastio di forma tronco conica ha pianta circolare e si conserva per un’altezza di 15,40 m allo svettamento, mentre in origine doveva raggiungere almeno i 20 m (l’altezza residua è superata solo dal nuraghe S.Antine di Torralba con i suoi 17,55 m); è costruito con blocchi di basalto di grandi dimensioni e sbozzati rozzamente nei corsi inferiori, con grandezza decrescente verso l’alto dove i filari diventano più regolari e le pietre rifinite con maggiore cura. La torre ha tre camere sovrapposte (2 sono integre , la terza conserva solo la base), nicchia e scala d’andito; l’ingresso volge a sud-est e introduce in un lungo corridoio con soffitto a piattabanda con nicchia a destra e scala a sinistra – schema questo poco diffuso poiché la maggior parte dei nuraghi hanno la nicchia a sinistra e la scala a destra. Considerando il fatto che nel raggio di poche decine di kmq si trovano una trentina di nuraghi disposti per lo più a mezza costa su emergenze rocciose o brevi pianori, il nuraghe S.Barbara sembrerebbe costituire il perno occidentale di un’ipotetica linea di difesa impostata sulle asperità del territorio e su un ordinamento gerarchico dei monumenti con pochi centri maggiori in posizione strategica a cui facevano capo i centri minori. Ovvero il centro maggiore doveva assumere i compiti di difesa, mentre ai centri minori competeva un ruolo di servizio (attività produttive).

Per info: 347 9481337 o esedraescursioni@libero.it

Museo Etnografico "Le Arti Antiche"

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Ubicato lungo la via principale, il Museo etnografico è stato inaugurato nella primavera del Duemilanel museo sono esposti oltre tremila oggetti, tutti originali, relativi non solo alla civiltà contadina e pastorale, ma anche al lavoro degli abili maestri artigiani che nelle strade dell’antico quartiere operavano nelle loro botteghe. L’esposizione, che abbraccia un arco cronologico compreso fra il XVIII e il XX secolo, è distribuita per “arti” all’interno di un’antica abitazione ottocentesca un tempo residenza di una famiglia locale e ora inglobata nel tessuto urbano moderno, costruita nella prima metà dell’Ottocento in quella che doveva essere l’estrema periferia del paese, poco distante dalla fonte che ne segnava il limite nord, oggi scomparsa, lontana dal centro abitato che si arroccava intorno alla parrocchiale di S.Pantaleo. Ha mantenuto intatta la struttura delle tradizionali case sarde; è distribuita su due piani più uno sopraelevato e presenta il cortile nella parte retrostante. Gli stipiti e gli architravi di porte e finestre sono realizzati in pietra locale – basalto e trachite - cosi come le strutture murarie. Al suo interno possono essere ammirati in perfetto stato di conservazione i camini in pietra, sos furreddos, le travi a vista, le scale di legno, il tavolato.

Il percorso museale si snoda attraverso 14 ambienti che raccontano di antiche arti o mestieri, proiettando il visitatore in un tempo lontano, quando il trascorrere delle ore era scandito dall’incalzare delle stagioni e ai lavori ad esse legati.

Orari apertura:

Ore 10-13 e 16.30-20 tutti i giorni. Sabato pomeriggio e domenica su prenotazione.

Per info: 347 9481337 o esedraescursioni@libero.it

Centro Culturale Casa Attene

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Il Centro Culturale Casa Attene è collocato in un antico edificio risalente ai primi del 1600, in Piazza Santa Croce, nel cuore del centro storico di Macomer. Ha  funzione di centro di documentazione e accoglienza per i visitatori.  Al suo interno trovano spazio una sala espositiva per mostre temporanee e conferenze, una biblioteca, due sale per laboratori didattici, due sale multimediali con  postazioni interattive dotate di monitor touch screen e video tematici  sul patrimonio culturale del Marghine.

La casa Attene è aperta tutti i giorni dalle ore 09:30 alle ore 12:30

Iniziative culturali ospitate:

2011

  • Mostra "Fratelli d'Italia"- 150° anniversario dell'Unità d'Italia celebrato per immagini 

 2012

  • Cinema di Carta”- mostra del manifesto cinematografico dagli anni Trenta agli anni Settanta -  in collaborazione con il Cineteatro Costantino  
  • "Bella e Dinnia” presentazione del documentario di Antioco Floris, in collaborazione con Pesa Universidade de Sardigna 
  • “Nudo a metà” la presentazione del libro, in collaborazione con Pesa Universidade de Sardigna 
  •   "Desaparecidos. Memoria, Verità e Giustizia". mostra fotografica e documentale in collaborazione con il Centro Sociale Mastinu – Marras di Tresnuraghes,  sul processo ESMA celebrato nell’aula bunker di Rebibbia a Roma conclusosi alla fine del 2000 con una sentenza storica, che ha visto condannati 5 militari  della dittatura argentina.  
  •  “Percorsi d’arte” un viaggio tra Pittura, Scultura e Fotografia con le opere esposte di Giulio Ledda, Leonardo Murgia e Simone Sechi.

 2013

  •  Sa Tuva, Mostra fotografica dal 15 al 22 gennaio  in occasione delle celebrazioni in onore di Sant’Antonio Abate a Macomer
  • “La Palestina e la diaspora palestinese” Mostra Fotografica  con la presentazione del Libro “La terra degli aranci tristi “ di Ghassan Kanafani, con gli interventi di Wasim Dahmash e Fawzi Ismail, in collaborazione con l'associazione culturale "Su Kindalu" e  l’ Associazione Sardegna Palestina  
  • "I Percorsi del Silenzio" in collaborazione con l’Accademia del Silenzio di Firenze
  • Il Popolo di Bronzo, di Angela Demontis, la mostra. Ricostruzione a dimensione reale di abiti, armi ed utensili dei Bronzetti nuragici. 
  • “Melchiorre Murenu tra storia e mito" percorso guidato alla scoperta dei luoghi delle vicende delle poesie dell''Omero del Marghine in  collaborazione con il Comune di Macomer e la Pro loco di Macomer e il coro Melchiorre Murenu  nell’organizzazione delle celebrazioni per il poeta macomerese 
  • “Prendas contra s’ogu malu”, la Mostra  di Nanni Rocca, in collaborazione con  la Pro loco di Macomer
  •  “Omaggio a Edimo Mura (1933-2008) Maestro incisore. Maestro di xilografia

2014

  • Carrasegare “Identità Nascoste” Mostra  di maschere tradizionali della Sardegna.
  • Orchidee spontanee del Marghine Planargia Barigadu e Guilcer,  Rassegna Naturalistica di Franco Sotgiu, in collaborazione con  la Pro loco di Macomer